Poliamore, monogamia e paradigma del possesso

Scritto da elena on . Postato in Opinioni

Su un forum che seguo, qualcuno si è lamentato che le persone nelle comunità poli tendono a vedere la monogamia in termini di possesso e controllo; ovvero, per molti poli, la monogamia si fonda sul possesso del partner, mentre il poliamore è più egalitario, e tratta le altre persone come esseri umani in pieno.

Tristemente, ho incontrato persone poli che ci credono. La nozione distorta che il poliamore sia “più evoluto” della monogamia proviene, in molti casi, dall’assunto che la monogamia sia intrinsecamente radicata nel possesso e che il poliamore sia intrinsecamente egalitario.

Come per molti preconcetti, è possibile, se si guarda abbastanza attentamente, vedere da dove venga questa idea. Non c’è nulla di intrinsecamente sbagliato o dispotico nella monogamia in sé; la monogamia, di per se stessa, non è necessariamente esautorante o basata sul possesso.

Ma c’è del vero nella nozione che la monogamia come norma sociale si porti un bagaglio di aspettative sociali piantate a fondo nel terreno del possesso degli altri.

Dalle persone nella nostra società ci si aspetta non solo che credano nella monogamia, ma anche in tutto il set di aspettative sociali che la accompagnano. La gente dice cose tipo “permetti a tua moglie di passare del tempo con altri uomini?” o “permetti a tuo marito di parlare con la sua ex?”, come se fosse naturale e atteso che noi possiamo controllare con chi interagiscono i nostri partner. La gente dice cose tipo “non permetterei mai al mio partner di masturbarsi” o “non permetterei mai al mio partner di fantasticare su altre persone”, come se fosse normale controllare i corpi e le menti dei nostri partner.

Non tutte le persone monogame lo fanno, ovviamente. Ma queste idee dipendono comunemente dalla nostra aspettativa sociale di monogamia; la monogamia come istituzione sociale è nata in sistemi culturali in cui l’idea del possesso era profondamente radicata, e quelle idee hanno dato prova di essere molto tenaci.

C’è un problema, però: il poliamore non è necessariamente migliore.

Chi vive al di fuori della cultura dominante ama pensare di essere sfuggito alla gretta norma sociale che rende schiavi tutti gli altri pecoroni ancora intrappolati nella tela del comportamento normativo. Nella realtà, però, le idee della cultura dominante hanno un modo ingannevole di insinuarsi in noi anche quando non ne siamo consapevoli. Il solo sapere di essere cresciuti in un clima di assunzioni possessive sul sesso e sull’amore non ci rende immuni dall’averle internalizzate, queste assunzioni. E infatti molte, moltissime persone nella comunità poli si aggrappano tanto forte ai paradigmi del possesso e del controllo quanto credono facciano quei poveri monogami “non evoluti”; lo manifestano semplicemente in un altro modo.

Ho riflettuto un po’ sui modi subdoli in cui le aspettative sociali possono insinuarsi nelle relazioni anche quando queste sono fuori dalla cultura dominante. Ecco alcuni esempi che mi sono venuti in mente.

Paradigma del controllo
Paradigma egalitario
Ti permetto di avere altri partner. Questo è un privilegio che ti concedo. Io ti posso dire chi, in quali circostanze, quando e come puoi avere altri partner. Sei una persona con il diritto di fare le sue scelte per quanto riguarda l’avere altri partner. Io ti dirò con che cosa sono o non sono a mio agio, e avrò fiducia che tu faccia scelte che onorano e custodiscono la nostra relazione.
Ti permetto di fare sesso con altri. Questo è un privilegio che ti concedo. Io posso dirti come tu debba o non debba fare sesso, o controllare i tempi e i modi della tua attività sessuale. Tu hai il diritto intrinseco di fare scelte riguardanti la tua sessualità. Io ti comunicherò con cosa sono o non sono a mio agio, perché ho fiducia che le tue scelte onoreranno e custodiranno la nostra relazione.
La mia salute sessuale è tua responsabilità. Imporrò limiti al tuo comportamento sessuale per assicurarmi che sia in linea con i miei limiti per il rischio sessuale. La mia salute sessuale è mia responsabilità. Ti comunicherò i miei limiti e preoccupazioni per quanto riguarda i rischi. Poiché i tuoi limiti e preoccupazioni potrebbero non combaciare con i miei, sei liber** di fare le tue scelte riguardo la tua salute sessuale. Se il tuo comportamento eccede la mia soglia di rischio, ho il diritto di modificare la nostra relazione sessuale, incluso aggiungervi barriere o terminarla del tutto. Se avere una relazione sessuale con me ti sta a cuore, puoi fare scelte che restino entro il mio livello di guardia.
Posso feticizzare i tuoi altri partner sessuali per mia gratificazione. Ho il diritto di dirti come fare o non fare sesso e/o di esigere i dettagli intimi della tua attività sessuale per mia gratificazione sessuale. La tua attività sessuale con altre persone e altri partner non è solo per mia gratificazione. Accetterò il tuo diritto di scegliere attività sessuali che siano soddisfacenti per te e i tuoi partner, e che tu e i tuoi partner avete diritto alla privacy per quanto riguarda la vostra intimità.
Se sono sessualmente attratt* dai tuoi altri partner, è tua responsabilità condividerli con me. Hai l’obbligo di fornirmi accesso ai tuoi partner, se io lo desidero. Gli altri tuoi partner sono persone. Poiché non sono tua proprietà, non hai l’obbligo di renderli sessualmente disponibili a me.
I miei partner sessuali sono miei. Non ti è permesso esprimere interesse nei loro confronti; se voglio tenerli per me, questo ha la precedenza sui desideri tuoi e dei miei altri partner. I miei altri partner sono persone. Poiché non sono mia proprietà, non ho il diritto di “tenermeli”; sono persone, non cose, capaci di prendere le loro decisioni sulla loro intimità sessuale e sulla scelta dei partner.
Le mie paure, insicurezze e gelosie sono tua responsabilità. Ho il diritto di controllare il tuo comportamento e/o il comportamento dei tuoi altri partner per gestire le mie paure e le mie insicurezze. Le mie paure, insicurezze e gelosie sono mia responsabilità. Ho il diritto di comunicartele, e di chiedere il tuo aiuto nel farci i conti. Poiché mi ami e hai cura di me, lavorerai con me per aiutarmi quando sono spaventat* o insicur*. Questi sentimenti, comunque, non mi danno il diritto di dettare le tue scelte.
Ho il diritto di assicurarmi che tu abbia altri partner solo fino a che la loro presenza non abbia effetti su di me o sulla nostra relazione. Posso limitare o controllare le altre tue relazioni per assicurarmi che non mi turbino. Capisco che nella vita ci sono molte incertezze. Tutto, da un nuovo lavoro a venire licenziati, alla malattia, a problemi di famiglia di origine, a venire investiti da un bus può turbare la nostra relazione. Quando i tuoi altri partner hanno su di me un effetto che mi preoccupa, ho il diritto e la responsabilità di comunicartelo, così che possiamo lavorare insieme a risolvere le mie preoccupazioni.
Le tue altre relazioni esistono solo con il mio permesso e solo finché le permetto. Ho il diritto di ordinarti di terminarle se lo ritengo necessario o desiderabile. I tuoi altri partner sono persone con bisogni e sentimenti; hanno il diritto di esplorare e sviluppare la relazione con te, di essere supportati da te, e di aspettarsi che la vostra relazione continui finché è di beneficio a entrambi. Posso ragionevolmente aspettarmi che rispetteranno la nostra relazione; possono ragionevolmente aspettarsi che io rispetti la vostra relazione.
Capire i miei bisogni è tua responsabilità. Se non soddisfi i miei bisogni o aspettative, anche se non te li ho chiariti esplicitamente, mi fai un torto, ed io ho il diritto di controllare il tuo comportamento per assicurarmi che li soddisfi. Capire i miei bisogni è mia responsabilità. Anche comunicarti i miei bisogni è mia responsabilità. Non posso aspettarmi che tu soddisfi bisogni di cui non sei a conoscenza. Posso chiedere il tuo aiuto nell’assicurarmi che ne venga presa cura, e avere fiducia che tu tenga a me e voglia curarti dei miei bisogni.
Le relazioni tra me e i tuoi altri partner sono tua responsabilità. Posso richiedere che tu organizzi incontri tra di noi, che tu mantenga le altre persone separate da me, che ti assicuri che io sia a mio agio con i tuoi partner, o in qualunque altro modo ti prenda la responsabilità di gestire le relazioni tra di noi. La relazione che ho con i tuoi altri partner è nostra responsabilità. Siccome io sono un adult* e i tuoi altri partner sono adulti, sta a noi negoziare che tipo di relazione vogliamo avere.
Ti permetto di avere altre relazioni solo fintanto che sono subordinate a me. Le persone con cui instauri relazioni hanno bisogni e sentimenti, e hanno tanto quanto me il diritto di chiedere il tuo aiuto nel soddisfarli. Qualora i nostri bisogni confliggessero, possiamo venirci incontro per comunicare e negoziare da persone adulte; non posso invocare autorità su un’altra persona solo perché ti ho conosciut* per prim*.
Ho il diritto di controllare il tuo coinvolgimento emotivo con altre persone. Questo include il diritto di dirti che non puoi provare certe emozioni (ad esempio che non puoi innamorarti di un altr* partner) e/o il diritto di controllare l’estensione di quello che provi per altri. La tua esperienza emotiva è parte fondamentale di quello che sei come persona. Riconosco che è per noi impossibile controllare arbitrariamente le nostre emozioni.
Ho il diritto di controllare fino a che punto e in che misura sei coinvolt* da altre persone. Ad esempio, potrei proibirti di farti coinvolgere finanziariamente da un altro partner. Solo tu puoi decidere come condurre la tua vita. Realisticamente, qualunque promessa tu abbia fatto e qualunque regola io abbia imposto, non sei costrett* da un fucile e una catena a stare con me. Ho il diritto di aspettarmi che tu rispetti gli accordi che hai preso con me, e ho il diritto di aspettarmi che le tue decisioni tengano conto delle responsabilità che ti sei pres* con me. Al di là di questo, non posso realisticamente accampare diritti sulla tua autonomia; anche se lo volessi, è impossibile per me forzare le tue decisioni.
Ho il diritto di controllare le tue espressioni d’amore, affetto o altri sentimenti verso gli altri. Potrei proibirti di fare regali ad altri partner, sbrigare commissioni con altri partner, usare determinati nomignoli con altri partner o fare determinate esperienze con altri partner. Il modo in cui esprimi amore è una delle scelte più intime che tu possa fare. I tentativi di dettare come tu debba o non debba esprimerti sono non solo estremamente intrusivi, ma potrebbero minare le fondamenta delle altre tue relazioni. Fintanto che mi esprimi l’amore che senti per me, non è necessario che io controlli le tue espressioni con gli altri.
Le mie emozioni sono tua responsabilità. Se provo qualcosa che non voglio provare è colpa tua, e potrei limitare il tuo comportamento di conseguenza. Le mie emozioni sono mia responsabilità. Anche quando sono sorprendenti o spiacevoli, esse mi appartengono. Ho la responsabilità di comunicarti le mie emozioni, e potrei chiedere il tuo aiuto per sentirmi amat* e supportat* da te.
Ho il diritto di definire le tue altre relazioni. Come persone adulte, tu e i tuoi altri partner avete il diritto di definire da soli le vostre relazioni.
Ho l’autorità di ordinare le tue altre relazioni in una gerarchia a mia scelta. Come persone adulte, tu e i tuoi altri partner avete il diritto di determinare la forma delle vostre relazioni. Io ho la responsabilità di comunicarti i miei bisogni; fintanto che puoi e vuoi lavorare con me per soddisfare quei bisogni, l’ordinamento delle tue relazioni è una decisione che spetta a te e ai tuoi altri partner.
Gli accordi sanciti tra te e me sono vincolanti per qualunque altr* partner tu abbia. Tutte le persone coinvolte hanno il diritto di negoziare qualunque accordo che possa avere ricadute su di noi.

Sono sicuro ce ne siano altri. Qual è la vostra esperienza?

Franklin Veaux

 

 


* N.d.t.: per supplire alla mancanza in lingua italiana di forme neutre, maschili e femminili sono lasciati all’interpretazione di chi legge. Abbiamo sostituito con un asterisco le lettere finali di quelle parole che avremmo voluto mantenere neutre (ad esempio “nessun*” può essere letto “nessuno” o “nessuna” a seconda della preferenza del lettore. (torna al testo)


Franklin Veaux è uno scrittore, consulente informatico, attivista nel campo del poliamore e del BDSM, educatore sessuale e talvolta fotografo amatoriale. Negli anni ha creato, in modo più o meno involontario, un impero nel web su molti di questi temi. Potete trovare i suoi scritti sul tema del poliamore sul sito More Than Two.

Tratto da: Monogamy, Polyamory, and Ownership Paradigms
Traduzione di Elena Gallina, @RunAwayChicken.

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